GOOGLE MY BUSINESS: CREARE LA PROPRIA SCHEDA

GOOGLE MY BUSINESS: CREARE LA PROPRIA SCHEDA

  • DGT HUB Team
  • 2 Ottobre 2020

Che cos’è Google My Business

La scheda di Google My Business è uno strumento di Google per aiutare le aziende, negozi e attività commerciali a fornire informazioni sulla propria attività e favorire le ricerche degli utenti per le ricerche in prossimità. Una ricerca dimostra infatti che il 46% di tutte le query Google è collegata a ricerche locali: come raggiungere un negozio, quali sono gli orari di apertura, click to call per chiamare direttamente ed informazioni relative alle recensioni degli utenti. Questo strumento si conferma quindi un’attività fondamentale per farsi trovare dai propri clienti su Google.

Il listing di Google può comparire in diverse ricerche:
  • Google Knowledge Panel: ovvero quando un utente ricerca la vostra attività specifica. In tal caso compare in alto a destra riportanto: immagini dell’attività, caricate dall’azienda e o da utenti che hanno condiviso la loro esperienza, link al sito, orari, telefono e link alle recensioni.
Google My Business DGT HUB
  • Google Local Pack: quando vi permette di comparire nei primi 3 business listing delle ricerche Google
  • Google Maps: in questa sezione compaiono le attività locali ricercate in base ad una determinata area geografica e vi permetterà di comparire sulla Mappa quando qualcuno ricerca la vostra attività o attività della stessa categoria
Google My Business DGT HUB

Perché creare ed ottimizzare la propria scheda Google My Business ?

Sono diverse le ragioni per cui è di grande importanza ottimizzare la propria scheda, ecco le principali motivazioni:

  1. Comparire nelle ricerche locali degli utenti su Google
  2. Fornire informazioni utili relative alla propria attività agli utenti
  3. Comparire su Google Maps e permettere comodamente ai vostri clienti di raggiungere la vostra attività commerciale
  4. Raccogliere e visualizzare dati sui vostri utenti e sulle ricerche della vostra attività
  5. Raccogliere e rendere visibili ad altri utenti le recensioni di altri clienti, influenzando cosi indirettamente la decisione di acquisto di altri possibili futuri clienti

Come creare la propria scheda Google My Business ?

Google My Business è completamente gratuito, è necessario registrarsi creando una nuova scheda Google My Business per la propria attività ed inserendo tutte le informazioni (foto, video, testi, orari, link al sito web). Oltre alla registrazione, diventa poi di vitale importanza ottimizzare la propria scheda.

DGTHUB_Google My Business

Quali Insights puoi visualizzare su Google My Business ?

  • Il numero di visualizzazioni ricevute dal tuo profilo, foto e post
  • Le query di ricerca che le persone utilizzano per trovare la tua attività
  • Informazioni utili sul tuo pubblico (gruppi di età, sesso e paesi)
  • Il numero di clic sul sito web, telefonate e richieste di indicazioni stradali
Hai già creato ed ottimizzato la tua scheda Google My Business ? Richiedi la nostra consulenza per migliorare le tue performance e farti trovare da nuovi clienti su Google. Scopri tutti i nostri Servizi di Digital Marketing.

SOCIAL MEDIA: INSTAGRAM REELS vs TIK TOK

SOCIAL MEDIA: INSTAGRAM REELS vs TIK TOK

  • DGT HUB Team
  • 15 Settembre 2020

INSTAGRAM REELS

Tik Tok, il social media con oltre 800 milioni di utenti,  leader incontrastato dei video social, deve vedersela ora con l’arrivo di Instagram Reels, la novità introdotta di recente da Facebook.

Instagram Reels: che cos’è ?

Instagram Reel permette, similarmente a Tik Tok, di creare brevi video da 15 secondi, arricchiti da effetti e suoni, con la possibilità quindi di fare direttamente tramite l’app la post produzione dei contenuti. Una volta aperta la fotocamera, in basso a sinistra cliccando su “Reels” è possibile visualizzare questa funzionalità. Sembra quasi un app nell’app. Le funzioni attuali permettono di aggiungere una canzone, mixare l’audio originale, selezionare filtri o effetti in realtà aumentata, regolare la velocità di registrazione e altro ancora.  Gli Hashtag restano, si possono quindi utilizzare anche in Reels, con la possibilità di finire nella sezione Esplora.

Instagram Reels  VS  Tik Tok

Dopo aver imitato con notevole successole Stories di Snapchat, Instagram ci ritenta . Ha infatti lanciato lo scorso mese anche in Italia, dopo un primo test in India, la nuova funzionalità Reels, apparentemente una vera e propria risposta al successo di Tik Tok, nel frattempo finita nel mirino di Microsoft e successivamente di Oracle.

Le principali differenze tra le due piattaforme, per quanto siano molto simili, sono:

  1. Visualizzazione Organica: gli Instagram Reels rappresentano solo un nuovo mezzo di espressione, un nuovo strumento per creare contenuti. Infatti, i Reels verranno visualizzati prevalentemente dai followers, nelle sezioni di Instagram già disponibili per le visualizzazioni di post e stories, quindi con scarsa possibilità soprattuto per le Piccole e Medie Imprese di finire nella Tab “Esplora“. Su Tik Tok invece è molto più semplice comparire nella sezione “Per te“, anche per piccole imprese.
  2. Video-Collaborazioni: Instagram non ha previsto funzionalità come i duetti o le Hashtag Challenge, tra i punti di forza invece di Tik Tok.
  3. Capillarità di diffusione: la funzione Instagram Reels è disponibile in Italia e raggiungerà gradualmente gli utenti dei moltissimi paesi. Nell’area Emea, cioè Europa, Medio Oriente e Africa, sono più di 50. Nell’area extra Emea Reels arriva in Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Messico e soprattutto negli USA.

Quale piattaforma utilizzare se siete una piccola azienda ?

Il successo di Instagram Reels è ancora tutto da verificare, al momento molte sono le variabili e un lieto fine positivo per il colosso americano, in questo caso non è cosi’ scontato. Una cosa è certa, oggi come oggi per una piccola e media impresa, crescere su Tik Tok è molto più facile che su Instagram.

Instagram Reels vs Tik Tok
Instagram Reels vs Tik Tok

MARKETING OMNICANALE, LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA STRATEGIA

MARKETING OMNICANALE, LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA STRATEGIA

  • DGT HUB Team
  • 27 Agosto 2020

A brand ed aziende, oggi come oggi, è sempre più richiesta l’onnipresenza, ovvero il presidio di molteplici canali per riuscire ad intercettare nuovi prospect e mantenere una relazione con i clienti esistenti: social media, sito web, motori di ricerca, retail fisico, canali tradizionali, stampa, e tanto altro. Ecco allora che la frammentazione delle attività di marketing, dei dati raccolti e la conseguente coerenza in termini di comunicazione sono difficili da mantenere e soprattutto da monitorare. Inoltre, sono molti i dati a disposizione, ma come integrarli per rendere l’esperienza del cliente una vera e propria esperienza di acquisto integrata? La risposta è il Marketing Omnicanale (Omnichannel Marketing), semplice a dirsi e meno ad applicarsi. Infatti, è proprio l’execution la parte più complessa dell’applicazione di questo modello, che tuttavia può dare risultati nettamente superiori alla scelta di una strategia multi-canale, permettendo di ottimizzare i budget investiti e rendere più efficaci le iniziative di marketing pianificate.

Vediamo ora più nel dettaglio di cosa si tratta e come poter sfruttare la tecnologia per ottimizzare la strategia di marketing e comunicazione e raggiungere in modo più efficace gli obiettivi aziendali e commerciali.

Che cos’è il Marketing Omnicanale ?

Secondo la definizione degli Osservatori Digital Innovation, il significato di omnichannel si può riassumere con la gestione sinergica dei vari touchpoint (punti di contatto tra l’azienda e l’utente) e canali di interazione tra azienda e consumatore per ottimizzare l’esperienza del consumatore finale. I punti di contatto sono gli asset a disposizione dell’azienda per costruire una relazione lungo il processo di acquisto (advertising, pre-vendita, pagamento e post-vendita). Possono essere fisici (retail, call center) oppure online (social media, mobile app, sito di e-commerce). La gestione integrata di questi punti di contatto è alla base di una strategia omnicanale. La complessità e la varietà dei canali menzionati, rende quindi fondamentale dotarsi della tecnologia adeguata per ottimizzare i tempi dedicati all’attività, raccogliere i dati in modo strutturato ed organizzato e fruire di report in grado di supportare Direzione, CMO e Marketing Manager nella definizione di una efficace strategia di marketing.

Tecnologia e Marketing Automation

L’implementazione di una strategia di marketing omnichannel prevede una completa revisione del processo di acquisto, integrando per esempio sul proprio sito e-commerce l’Intelligenza Artificiale con processi di apprendimento automatico.

L’utilizzo di un CRM diventa quindi fondamentale per dotarsi di una tecnologia che metta l’azienda in condizioni di conoscere perfettamente i propri clienti, le loro abitudini e comportamenti d’acquisto, e tracciare con precisione la loro Customer Journey. Quest’ultima come dicevamo è formata da una moltitudine di contatti: smart phone, punto vendita fisico, speaker domestici e tanto altro. La gestione integrata di tutti i Touch Point permette di favorire la decisione di acquisto, incrementando di conseguenza le vendite.

Una piattaforma marketing pensata quindi per gestire al meglio il rapporto con i clienti è un investimento dal grande potenziale. Ma quali sono le funzionalità che non possono mancare in un CRM per implementare una strategia omnicanale?

  1. Visione del cliente unificata: tutte le informazioni in tempo reale e aggregate in un’unica dashboard.
  2. Gestione automatizzata delle campagne (Automation Marketing) per offrire al cliente l’informazione giusta al momento giusto. Automatizzare questo processo, aumenta esponenzialmente i risultati.
  3. Engagement del cliente in tempo reale, con la possibilità di offrire offerte e messaggi personalizzati.
  4. Customer Experience fluida: offrire un’esperienza autentica e coerente in tutti i touch point con cui il cliente viene a contatto è fondamentale per costruire una brand experience durevole nel tempo.
  5. Tracciamento della Customer Journey, tracciando grazie al CRM i dati su tutti i comportamenti di acquisto o intenzione all’acquisto nei diversi punti di contatto.
  6. Report e Analisi: grazie ai report ed ai dati disponibili, i marketers potranno prendere decisioni più efficaci, valutare l’andamento di una campagna, misurare le performance, implementare nuove strategie basate su dati storici e risultati conseguiti.

Va inoltre sottolineata l’importanza della formazione interna dei collaboratori per favorire una cultura aziendale che permetta di sfruttare efficacemente un CRM: molto spesso mancano all’interno delle aziende le competenze specifiche per sfruttare al meglio la tecnologia, molti dati non vengono quindi raccolti, report non vengono sfruttati. E’ quindi fondamentale, oltre alla scelta del giusto software ed a un set up iniziale, gestiti dal consulente, che poi venga fatta anche l’adeguata formazione al personale che operativamente in alcuni casi deve popolare i dati: vendite, booking, planning, marketing, loyalty.

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Marketing Omnicanale
CRM e Marketing Omnicanale

SOCIAL SHOPPING, VENDERE SU INSTAGRAM

SOCIAL SHOPPING, VENDERE SU INSTAGRAM

  • DGT HUB Team
  • 13 Agosto 2020

Il Social Shopping è una realtà in continua crescita, ma come sfruttarla al meglio, quali vantaggi offre e può considerarsi sostitutiva di un sito e-commerce ?  

La risposta dipende dalle caratteristiche dell’azienda, dall’obiettivo e dalla categoria merceologica dei prodotti venduti. Per quanto senza alcun dubbio gli acquisti da mobile siano in netta crescita, la soluzione più efficace risulta nella maggior parte dei casi quella di una strategia integrata tra social media e sito e-commerce.

Ma vediamo ora più approfonditamente che cos’è il Social Shopping e che soluzioni offre Instagram.

Cos’è Instagram Shopping

Instagram è il social media ad oggi più utilizzato per ricercare idee, consigli, nuovi prodotti e servizi. Insomma, è la fonte che influenza maggiormente la decisione di acquisto degli utenti, anche se fino a poco tempo fa, non era ancora utilizzato per effettuare dei veri e propri acquisti.

Gli sviluppatori di Instagram si sono quindi resi conto che gli utenti potevano utilizzarlo anche per questo scopo. E’ nata cosi’ una nuova funzionalità, che offre la possibilità di aggiungere cinque tag per foto o venti tag per carosello, ciascuno contenente il nome e il prezzo del prodotto, rendendo cosi’ possibile non più solamente raccogliere informazioni, ma procedere direttamente con l’acquisto.

Quindi grazie ad Instagram Shopping, è ora possibile vendere i propri prodotti nel mondo sfruttando il famoso social media. L’unico limite al momento riguarda la sola possibilità di vendere prodotti fisici, escludendo servizi e prodotti digitali, insieme ad alcune categorie merceologiche specifiche, quali bevande alcoliche.

Le novità di Instagram Shopping

Fino a poco tempo fa però la vendita su Instagram Shopping era riservata solo a pochi brand ed Influencer.

Dal 9 Luglio 2020 la piattaforma offre invece questa possibilità a tutti i possessori di un profilo aziendale purché in possesso dei seguenti requisiti per candidarsi:

  • fare parte di un mercato per cui questa funzione è supportata (Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia e Italia)
  • vendere prodotti fisici e non virtuali
  • rispettare le normative di Instagram / Facebook
  • avere l’account business collegato a una pagina Facebook

Tutte quelle aziende che hanno ricevuto l’approvazione da parte di Instagram e che sono state configurate per l’uso della modalità Shopping, potranno aggiungere quindi un tag per lo shopping e scegliere lo sfondo che più preferiscono utilizzare. Una volta che l’utente farà clic sull’adesivo presente all’interno di Instagram Stories, verrà indirizzato in una pagina con tutti i dettagli del prodotto.

Come attivare le funzionalità shopping

Ecco in pochi step come attivare la funzionalità:

  1. Create un account Instagram Business. Se invece possedete un profilo personale, potete convertirlo in un profilo aziendale.
  2. Collegate l’account Instagram all’account Facebook, fonte dal quale verranno prelevate tutte le informazioni sui prodotti. Con Business Manager Facebook potete creare il catalogo direttamente sulla piattaforma Facebook. In alternativa è possibile collegare direttamente la piattaforma e-commerce, per esempio Shopify,  dove immagini ed inventario verranno direttamente sincronizzate.
  3. Inserite i Tag nel post Instagram / Facebook. Il tag del prodotto viene scelto dal catalogo della propria pagina Facebook. Naturalmente anche la scelta e l’uso dei tag hanno delle regole ben precise da seguire, per ottimizzare i risultati.

Partnership con le Influencer

Per aumentare la visibilità dei vostri prodotti e quindi le vendite tramite i social media, è infine consigliato attivare anche delle partnership con Influencer del settore o di settori complementari, che possano quindi offrire visibilità presso un pubblico potenzialmente interessato.

Impostare una strategia di Social Shopping, integrare la vostra strategia di digital marketing con la strategia aziendale, richiede competenze specifiche. Contattaci per una prima consulenza telefonica gratuita: info@dgthub.net.

ECOMMERCE E INTERNAZIONALIZZAZIONE: VENDERE PRODOTTI NEL MONDO

ECOMMERCE E INTERNAZIONALIZZAZIONE: VENDERE PRODOTTI NEL MONDO

  • DGT HUB Team
  • 7 Gennaio 2020

Vendere prodotti e servizi in tutto il mondo è possibile anche per le PMI grazie alla distribuzione online, all’e-commerce e all’internazionalizzazione. Il mondo dell’e-commerce è in costante evoluzione e sono sempre di piu’ le opportunità, anche grazie al digital marketing, di intercettare nuovi clienti, esplorare nuovi canali di distribuzione ed incrementare il proprio business.

Il 2020 prevede nuovi trend da tenere presente per sviluppare il proprio E-commerce.

Realtà virtuale e aumentata

La presentazione del prodotto è senza dubbio uno dei fattori piu’ importanti della vendita online, un fattore critico che ne influenza l’effettiva decisione di acquisto. Cresce pertanto il numero di aziende che utilizza la realtà virtuale e la realtà aumentata per presentare i propri prodotti e servizi online: da alberghi ad aziende di arredamento come Ikea che ha lanciato l’app Ikea Plance, grazie alla quale gli utenti possono integrare i prodotti in 3D nell’ambiente desiderato.

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo e ha naturalmente un grosso impatto anche sull’e-commerce. Oggi assistiamo a siti come Amazon che hanno a disposizione consulenti di moda virtuali che forniscono consigli sull’abbigliamento basandosi su algoritmi e sui consigli di uno stilista oppure la sempre crescente personalizzazione dei prodotti e servizi grazie sempre all’uso dell’AI. Amazon genera il 35% del suo fatturato dai “prodotti consigliati”. L’intelligenza artificiale permette inoltre di interagire in tempo reale e 24/24 ore con l’utente, contribuendo a rispondere alle esigenze del cliente, in tutto il mondo, con evidente risparmio di tempo e di costi del personale dedicato al customer care, per la risoluzione delle problematiche standard.

Personalizzazione

I clienti richiedono sempre maggiore personalizzazione di prodotti e servizi, la tecnologia in questo è di grande supporto: grazie all’Intelligenza artificiale è possibile creare un configuratore grazie al quale il cliente puo’ personalizzare il proprio prodotto o servizio. Basti pensare a molti siti di automobili, che permettono di configurare online il proprio veicolo scegliendo moltissimi dettagli oppure la personalizzazione di una scarpa come nel caso di “Nike by You” o di una camera di albergo.

ecommerce
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Social Shopping

Un altro trend in forte crescita è proprio quello del social selling. Le persone passano oltre due ore al giorno sui social media e vogliono poter acquistare prodotti e servizi anche direttamente da questi canali. Già ora da Facebook ed Instagram in un solo click è possibile arrivare al prodotto / servizio ed acquistarlo. Questo trend va oltre la semplice pubblicità o l’influencer marketing. I prodotti taggati nel post mostrano all’utente informazioni sul prodotto come prezzi, nomi del prodotto o collegamenti al negozio. Instagram e Facebook non sono tuttavia gli unici, anche Pinterest e Snap Chat stanno aprendo la possibilità di vendere online.

Voice Commerce e ricerca Vocale

La tecnologia vocale sta cambiando il modo in cui gli utenti ricercano prodotti e servizi online, e gli asssistenti vocali sono entrati a pieno titolo nella vita quotidiana di milioni di persone e le previsioni parlano di un aumento del 50% nel 2020. Il punto di forza di forza di questa tecnologia è la comunicazione verbale: un mezzo più semplice e veloce per effettuare un’operazione. Soprattutto quando si tratta di ottenere informazioni in modo rapido magari mentre si sta svolgendo un’altra attività. Per questo le aziende di e-commerce stanno integrando questa tecnologia nella loro strategia di marketing. Con la ricerca vocale viene fornito un risultato unico, il più adatto all’utente.

INFLUENCER MARKETING, I TREND DEL 2020

INFLUENCER MARKETING, I TREND DEL 2020

  • DGT HUB Team
  • 2 Gennaio 2020

L’ influencer marketing è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, sono molti i marchi che utilizzano questa leva per aumentare la propria brand awareness e le proprie vendite.

L’influencer Marketing è in crescita, ma quali sono le novità del 2020?

Ricorrrere all’Influencer Marketing per i brand che vogliono crescere su Instagram è una vera risorsa. I bugdet investiti in questa leva sono in costante crescita e i risultati, se le collaborazioni e le attività sono studiate, sono davvero positivi. L’ influencer Marketing è una attività accessibile anche alle PMI. I risultati sono ottimi sopratutto per i nuovi brand nascenti, che hanno bisogno di visibilità per farsi conoscere ed intercettare il loro target di clienti utilizzando i social media.

Vediamo nel dettaglio quali sono i trend principali previsti per il prossimo anno:

1. La Frequenza dei post

Secondo Fohr, una piattaforma di Influencer marketing, le abitudini degli influencer riguardanti la pubblicazione, stanno cambiando. Infatti, per il prossimo anno, Fohr prevede che gli influencer pubblicheranno sul loro profilo solo due volte a settimana, mentre oggi assistiamo ad una frequenza pressoché giornaliera. L’unica eccezione è prevista per gli Influcencer con 250.000-500.000 follower, che probabilmente aumenteranno la loro frequenza di pubblicazione.

2. Gli Hashtag utilizzati

Nonostante tutti i cambiamenti di Instagram avvenuti nell’ultimo anno, l’utilizzo mirato e pertinente degli Hashtag è rimasto uno dei fattori chiave per intercettare il proprio pubblico su Instagram. L’utilizzo degli Hashtag del brand da parte degli influencer puo’ tradursi in un aumento sostanziale per l’azienda di nuovi clienti in target con il proprio prodotto. Da un’analisi di Fohr, è emerso che l’utilizzo degli Hashtag da parte degli Influencer, negli ultimi 4 anni è quasi quadruplicato. Gli hashtag rimangono un fattore chiave per far crescere la propria pagina Instagram e di conseguenza i propri clienti.

3. Le Caption

Nonostante Instagram sia il social media visivo per antonomasia, negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un maggior uso delle didascalie, sopratutto da parte degli Influencer. Entro il 2020 le didascalie avranno una lunghezza media di 405 caratteri, ovvero circa 70 parole.

4. I micro e nano influencer

Le collaborazioni con i micro-influencer, ovvero influencer che hanno tra i 10.000 e 50.000 follower, stanno aumentando sempre di piu’, è stato riscontrato che il tasso di coinvolgimento è superiore rispetto agli influencer affermati e con un maggior seguito. Il vantaggio dei micro-influencer è che il loro pubblico è di nicchia e spesso realemente interessato a specifici argomenti.  Il trend del 2020 si sta confermando pertanto nella direzione dei micro-influencer, il piu’ possibile in linea con i valori ed il pubblico di riferimento del marchio.

I CONSIGLI PER LE PMI

1. Prestate attenzione alla selezione degli Infuencer con cui collaborate

Ogni collaborazione va attentamente studiata ed analizzata in riferimento alla strategia di marketing del marchio. La scelta delle colloborazioni sarà chiave sia per l’immagine a cui associare il proprio brand sia per intercettare realemente i propri clienti target.

2. Fate attenzione alla frequenza delle collaborazioni

Attenzione alla frequenza con cui gli influencer scelti pubblicano post sponsorizzati nel feed. Il rischio di avere troppi contenuti sponsorizzati potrebbe portare alla saturazione dei contenuti. Inoltre, nessuno vuole vedere solo post di collaborazioni, altrimenti le partnership potrebbero sembrare meno autentiche per il pubblico di un influencer.

3. Create progetti anche a lungo termine

Attivate collaborazione anche a lungo termine, richiedete non solo post ma anche Instagram Stories e i video IGTV, in modo da stabilire una forte fidelizzazione azienda-influencer-follower.

ATTUARE LA NORMATIVA GDPR

ATTUARE LA NORMATIVA GDPR

  • DGT HUB Team
  • 30 Dicembre 2019

L’obiettivo della normativa GDPR è quello di garantire a cittadini e consumatori europei il controllo dei loro dati personali. Infatti sempre più spesso essi sono utilizzati dalle aziende in modo improprio o non sufficientemente protetti da possibili attacchi informatici.

Che cos’è il GDPR ?

Ormai da qualche anno tutti parlando di GDPR (Global Data Protection Regulation), ovvero la normativa europea redatta dal Garante Europeo della Privacy, approvata ufficialmente per i paesi dell’UE il 27 Aprile 2016 e diventata Legge il 25 Maggio 2018. Ma che cos’è esattamente e quali sono le aziende che devono dotarsene ?

Le aziende avevano l’obbligo di regolamentare i dati aziendali nel rispetto della Normativa Privacy già prima dell’emanazione della Legge 2016/679, nota come GDPR. Ma questa nuova legge e le sanzioni che prevede, hanno posto in modo molto chiaro l’attenzione sulla tematica, obbligando le imprese a prendere seriamente in carico questo argomento.

Quali aziende hanno l’obbligo di attuare la normativa GDPR ?

Questa normativa riguarda tutte le aziende in possesso di dati di clienti europei, indipendentemente dalla propria sede legale. Qualora per esempio l’azienda abbia sede legale in Svizzera, ma tratti dati di cittadini europei, la GDPR va ugualmente applicata. L’adeguamento include la regolamentazione di tutti i flussi di dati, la redazione del registro dei trattamenti, delle informative e la redazione di un manuale aziendale.

La nomina del DPO è obbligatoria?

Il DPO, ovvero Data Protection Officer, nasce dall’evoluzione del Privacy Officer. È una figura esperta in materia di privacy e dati che affianca il titolare dell’azienda nella regolamentazione dei dati aziendali. Il ruolo del DPO è chiave: controlla che la normativa venga applicata e rispettata. Esso deve possedere un’adeguata conoscenza delle normative e delle prassi di gestione dei dati personali. Esso deve adempiere alle proprie funzioni in piena autonomia ed indipendenza, e in assenza di conflitti di interesse. Per questa ragione, non può ricoprire tale incarico un soggetto che si trovi ai vertici aziendali, in grado di influenzare le scelte adottate in materia di trattamento dei dati.

Il ruolo del DPO puo’ essere affidato ad un dipendente dell’azienda ma anche esternalizzato ad un fornitore di servizi. Il vantaggio nell’affidarlo ad un consulente esterno è molteplice. Egli sarà costantemente aggiornato sugli sviluppi della normativa e potrà offrire un valido supporto al titolare ed ai collaboratori nell’applicazione della legge.

Perchè esternalizzare il DPO ?

Molte aziende decidono di dotarsi di un DPO esterno, al fine di:

  1. garantire il corretto rispetto della normativa e non rischiare di incorrere in onerose sanzioni, che vanno fino al 4% del fatturato.
  2. avere a disposizione un team dedicato di informatici, legali e project manager costantemente aggiornati sulla normativa e sue evoluzioni.
  3. garantire la redazione dei documenti formali previsti dalla normativa, da presentare obbligatoriamente in caso di controllo da parte del Garante della Privacy.

Nuovi controlli e sanzioni da parte del Garante della Privacy

Le sazioni per le aziende che non rispettano la normativa e dimostrano di non aver preso in carico l’attività, possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo. A partire da settembre 2019 i controlli da parte del Garante della Privacy sono aumentati, si sono focalizzati in particolare su:

  • Trattamenti effettuati dall’ISTAT
  • Trattamenti di dati personali effettuati per il rilascio dell’identità federata
  • Trattamenti di dati personali effettuati da Istituti bancari
  • Trattamenti di dati personali effettuati da aziende per attività di marketing
  • Trattamenti di dati personali effettuati da enti pubblici
  • Trattamenti di dati personali effettuati da società con particolare riferimento all’attività di profilazione degli interessati che aderiscono a carte di fidelizzazione

La tua azienda non si è ancora adeguata alla normativa GDPR ? Compila il  QUESTIONARIO, il nostro Team Privacy ti contatterà per fissare un incontro.